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  “Il Green Deal motore per l’europa che verrà”

Data di pubblicazione: Venerdì, 17 Dicembre 2021

TRAGUARDI SOCIALI / n.101-102-103 Ottobre / Dicembre 2021 :: “Il Green Deal motore per l’europa che verrà”

Il seminario di studi europei a Paestum

Dal 29 al 31 ottobre, da tutto il Continente, per costruire un nuovo clima di cooperazione nella custodia del Creato

“Green deal europeo: come rendere sostenibile l’economia e quali rischi per i lavoratori” è il titolo del seminario internazionale di studi europei che è stato organizzato dalla Feder Agri presso l’Hotel Ariston a Paestum, dal 29 al 31 ottobre. La manifestazione, promossa con il contributo dell’Unione europea, ha visto anche la partecipazione di Eza, Centro europeo per gli affari dei lavoratori, della Fondazione italiana europea popolare e della Ipcm/Picm, piattaforma con l’obiettivo di promuovere azioni solidali in cooperazione internazionale allo sviluppo e migrazioni. Al seminario hanno partecipato 77 esponenti del mondo sindacale, datoriale, della formazione e rappresentanti delle istituzioni. Da sottolineare la numerosa provenienza europea delle organizzazioni presenti in rappresentanza di Francia, Germania, Austria, Belgio, Polonia, Lituania, Cipro, Portogallo, Bulgaria, Olanda e naturalmente Italia.
Inoltra, l’evento è stato onorato dalla presenza di S.E.R mons. Andrea Bellandi, vescovo di Salerno, il quale ha sottolineato nel suo intervento lo stretto legame tra ambiente e uomo, beni del Creato. Per superare queste sfide, l’UE si è impegnata a raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 e il Green Deal europeo definisce le iniziative strategiche volte ad aiutare l’Europa a raggiungere tale obiettivo ed a è il piano per trasformare l’UE in un’economia moderna, efficiente sotto il profilo delle risorse e competitiva, garantendo che nel 2050 si raggiunga la neutralità climatica, cioè il punto di equilibrio tra le emissioni di gas serra e la capacità della Terra di assorbirle, assicurando che la crescita economica sia dissociata dall’uso delle risorsa e soprattutto che nessuna persona e nessun luogo siano trascurati, punto quest’ultimo particolarmente sentito dalla Feder.Agri e dal MCL. Per realizzare questi obiettivi sarà necessaria una trasformazione della società e dell’economia che dovrà essere efficiente in termini di costi, giusta e socialmente equilibrata e l’UE può e deve svolgere un ruolo guida al riguardo. Tutte le attuali politiche relative all’obiettivo della neutralità climatica saranno oggetto di esame e, ove necessario, di revisione nell’ambito del Green Deal, in linea con le maggiori ambizioni in materia di clima. Tra queste figurano, ad esempio, la normativa in vigore in materia di emissioni di gas a effetto serra, energie rinnovabili ed efficienza energetica. Nel maggio 2020 la Commissione europea ha adottato la sua proposta di strategia sulla biodiversità. L’obiettivo è riportare la biodiversità in Europa su un percorso di ripresa entro il 2030, con conseguenti benefici per le persone, il clima e il pianeta. Gli Stati membri hanno riconosciuto la necessità di intensificare gli sforzi contrastando le cause dirette e indirette della perdita di biodiversità e di risorse naturali. Hanno ribadito la necessità di integrare pienamente gli obiettivi in materia di biodiversità in settori, come l’agricoltura, la pesca e la silvicoltura, e di garantire un’attuazione coerente delle misure dell’UE. Le azioni previste dalla strategia comprendono il rafforzamento delle zone protette e il ripristino degli ecosistemi degradati attraverso il potenziamento dell’agricoltura biologica, la riduzione dell’uso e della nocività dei pesticidi e il rimboschimento, l’utilizzo responsabile dell’acqua nell’industria, nell’agricoltura e nell’uso civile. Altro punto cardine del Green Deal è la strategia “Dal produttore al consumatore” che mira ad orientare l’attuale sistema alimentare dell’UE verso un modello sostenibile garantendo alimenti in quantità sufficiente, biologici, nutrienti e a prezzi accessibili, riducendo in modo sostanziale l’uso di pesticidi, antimicrobici, fertilizzanti e le perdite e gli sprechi alimentari, combattendo le frodi nella catena dell’approvvigionamento e lo sfruttamento dei lavoratori agricoli. Sicuramente per alcuni Stati membri e regioni il conseguimento della neutralità climatica entro il 2050 sarà più impegnativo che per altri. Ad esempio, per quelli che dipendono maggiormente dai combustibili fossili o hanno industrie ad alta intensità di carbonio che impiegano un numero significativo di persone. Per attenuare l’impatto, l’UE ha introdotto un meccanismo per una transizione giusta al fine di fornire sostegno finanziario e assistenza tecnica alle regioni più colpite dalla transizione verso un’economia a basse emissioni di CO2, con l’obiettivo, pertanto, di costituire un sistema integrato di energia, importante per accrescere l’efficienza energetica e ridurre le dispersioni termiche in tutto il continente. Nel 2015 papa Francesco attraverso l’enciclica ‘Laudato sì’ ha chiesto a ognuno di noi un cambiamento del nostro modo di vivere.
Nel 2019 con la ‘Fratelli tutti’, ci ha raccomandati alla fraternità universale e all’amicizia sociale, per un mondo più accogliente e più giusto. è possibile un pianeta che assicuri, casa e lavoro a tutti” ci dice Francesco I, disegnando un ideale di ecologia integrale al cui interno trovano spazio l’economia circolare, l’economia sostenibile, la salvaguarda del mondo del creato, la centralità dell’uomo. Un mondo dove tutto è connesso. è innegabile che questa parte del suo magistero sociale sia il seme delle sensibilità politiche e sociali che è alla base anche della Green DealStrategy. Di ciò siano coscienti i partiti ed i loro rappresentanti nelle istituzioni comunitarie quando nelle prossime settimane si troveranno a dover resistere alle pressioni ed agli interessi delle potenti lobby nel decidere se realizzare un Green Deal o invece un Green Painting.

Alfonso Luzzi
Vice Presidente nazionale MCL
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