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  Sentinelle connesse

Data di pubblicazione: Sabato, 25 Dicembre 2021

TRAGUARDI SOCIALI / n.101-102-103 Ottobre / Dicembre 2021 :: Sentinelle connesse

I cattolici italiani portatori di speranza e proposte

Virtuosa alleanza tra ambiente e lavoro

Viviamo un’epoca di grandi mutamenti, cambiamenti necessari per salvare il Pianeta e lasciare alle prossime generazioni un mondo più equo.
Sicuramente, tra tutti, la transizione verde è l’obbligo più stringente. Ma la vera trasformazione che la cosiddetta transizione verde può apportare nel mondo non può rimandare solo a provvedimenti economici e programmi politici, perché non ci può essere davvero una transizione verde senza considerare la dimensione sociale del cambiamento come ricordato anche allo scorso summit di Oporto. Non si possono abbandonare le categorie più deboli che pagano per prime i costi “diretti” e “indiretti” della transizione verde e del cambiamento climatico. I recenti innalzamenti dei prezzi dell’elettricità, il cosiddetto “caro energia”, e le relative misure poste in atto a livello nazionale ed europeo, dimostrano la necessità di rendere la transizione verde parte di una trasformazione culturale duratura ed efficace.
Questo è stato il messaggio principale della quarantanovesima settimana sociale dei cattolici italiani a Taranto, dove più di mille partecipanti si sono dati appuntamento per confrontarsi su un’idea concreta di futuro prossimo e sul raggiungimento di un’ecologia integrale. Giorni intensi quelli tarantini, nel solco degli insegnamenti della dottrina sociale della Chiesa, in particolare di quelli delle ultime due encicliche Laudato si’ (2015) e Fratelli tutti (2020) e dall’esortazione apostolica Querida Amazionia (2020), la Chiesa in Italia ha scelto di investire sul rapporto ambiente e lavoro per contribuire a rendere il destino del Paese umano e sostenibile. E come ricordato nel suo intervento dall’Arcivescovo di Taranto e presidente del comitato scientifico delle Settimane Sociali, Mons. Filippo Santoro, l’appuntamento nella città pugliese non è stato l’atto conclusivo di un cammino ma bensì l’inizio di un cantiere permanente, volutamente svolto in una città dalla realtà “graffiante” quale è Taranto. “Una città che costringe ad essere sentinelle perché spinti a scegliere tra salute e lavoro con il racconto ingeneroso del profitto che decide sulla salute, sulla vita dei tarantini”. Un appuntamento che si è concluso con proposte concrete: quattro per il Governo e Parlamento italiano, tre per il Parlamento europeo e quattro iniziative per la comunità ecclesiale.
Anche il cardinale Bassetti nella sua omelia ha tenuto a precisare che l’appuntamento nella città “dei due mari” per la comunità ecclesiale non è stato solo un convegno ma bensì una piattaforma di partenza per dare speranza e attivare processi. E il cardinale ha, inoltre, ricordato a tutti che “l’apporto dei cattolici per affrontare le crisi di cui si è detto, è fondamentale.
Siamo sempre più convinti che le parole e i valori del Vangelo sono in grado non solo di dare una risposta alle domande di senso degli uomini, ma possono anche ispirare l’economia e la politica”.
Insomma, un appuntamento importante e proficuo quello tarantino che ha visto anche al suo interno uno spazio speciale che ha permesso ai giovani di incontrarsi e ragionare insieme su come ricostruire il Paese. Grazie a questo spazio, più di duecento giovani, provenienti da realtà ed esperienze differenti, hanno trovato il modo per entrare in relazione tra di loro e per cercare una risposta alle sfide della transizione ecologica e sociale. Due le parole emerse fin dal principio del percorso: alleanza e processo. O, per meglio dire, l’alleanza come processo. L’alleanza stessa è stata scelta per esemplificare il vissuto umano davanti alla sfida della transizione ecologica, di fronte alla quale ci si può sentire fragili e disorientati. Eppure, è proprio l’alleanza lo strumento che permette di scoprire la vicinanza delle nostre esperienze, la comunanza di desideri e intenzioni, la possibilità di remare insieme verso un’unica direzione. L’alleanza come processo rappresenta quindi un modello concreto e locale di condivisione, di cooperazione e discernimento collettivo, applicabile sia su scala europea che nazionale.
L’alleanza, non solo ci permette di rispondere insieme in maniera efficace alle sfide della transizione, ma ci permette anche di ri-incontrare l’altro e, insieme, di farsi carico della transizione, cominciando dal basso, come ci ha più volte indicato anche il Santo Padre.

Fausta Tinari
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