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  A Senigallia il tradizionale appuntamento del MCL

Data di pubblicazione: Giovedì, 4 Ottobre 2018

TRAGUARDI SOCIALI / n.90 Luglio / Agosto 2018 :: A Senigallia il tradizionale appuntamento del MCL

“Dai diritti alla responsabilità. Un nuovo futuro per il Paese”

“Responsabilità” come pietra angolare da cui ripartire per costruire il futuro che vogliamo: così si potrebbe sintetizzare il Seminario nazionale di studi e formazione di Senigallia edizione 2018, ormai un classico alla ripresa delle attività del MCL dopo la pausa estiva.
“Dai diritti alla responsabilità. Un nuovo futuro per il Paese”: è stato questo il tema al centro della tre giorni di dibattito che quest’anno, ai primi di settembre, ha richiamato nella cittadina marchigiana oltre 500 quadri dirigenti del Movimento, provenienti da tutta Italia.
Un tema, come ha detto il Presidente del MCL, Carlo Costalli, “centrale nel dibattito politico e sociale italiano: veniamo, infatti, da una stagione di dura disintermediazione che si è manifestata come una tossina velenosa per la nostra società, rompendo legami già deboli, spezzando ponti e isolando le istituzioni in una vuota astrattezza politica, costruita sull’individualismo, sui veti e sulle ideologie strumentali.
Per questo è necessario ricostruire una politica di responsabilità sociale”.
Secondo Costalli, infatti, “la crisi finanziaria e la recessione mondiale che ne è seguita sono il risultato di un modello di crescita non più sostenibile: il processo di globalizzazione – seppur positivo in quanto ha consentito a vaste aree del mondo di uscire da condizioni di povertà e sottosviluppo – è stato caratterizzato da un aumento delle disuguaglianze e dal progressivo depauperamento delle risorse energetiche e ambientali, mettendo così a rischio l’equilibrio sociale ed ecologico del pianeta nel medio e lungo periodo”.
Non solo: sempre secondo il leader del MCL “l’affermarsi e il prevalere delle leggi della finanza” e il dilagare di un pensiero politico ed economico che ormai di fatto è diventato un “pensiero unico”, hanno determinato “una scissione tra interesse individuale e benessere collettivo”.
Cercare risposte a tutto ciò significa decidere di far leva sulle risorse migliori della società, attingendo a quei valori della tradizione storica e politica democratica che costituiscono il nostro patrimonio ideale. Significa dare spazio ai giovani, ripartire dai corpi intermedi, concentrare l’attenzione su alcuni ambiti sensibili come il lavoro, la comunicazione e i rapporti sociali.
Insomma, per dirla ancora col Presidente MCL, “in questo clima di muro contro muro, di rancore diffuso, è basilare riscoprirsi responsabili del bene comune”.
Ma cosa significa responsabilità? Come ha ricordato Padre Bernardo Gianni, abate di San Miniato al Monte, “assumersi responsabilità in un orizzonte credente significa proporre una visione dell’uomo dignitosa. Di fronte alle paure individualizzanti che attanagliano il mondo di oggi – per prima quella legata alla natalità e alla genitorialità – e alla ‘mentalità abortiva’ dilagante, la sfida è quella di non chiudersi, di avere cura del prossimo”. E’ proprio questo, ha concluso l’abate benedettino, ciò che abbiamo il dovere di lasciare “soprattutto alle future generazioni”.
I giovani appunto, la vera parte debole di questa società, i giovani che chiedono risposte e cercano speranze per il loro futuro: a loro è stata dedicata un’attenzione particolare con una sessione intera di lavoro, alla presenza di Giovanni Maddalena, professore di Storia della filosofia dell’Università del Molise.
E ancora con lo sguardo rivolto ai giovani si è affrontata la questione cruciale del lavoro: ne ha parlato a lungo Piero Ragazzini, segretario confederale Cisl, secondo il quale il nodo cruciale da dipanare è capire “in che modo generare circoli virtuosi di solidarietà e collaborazione in un mondo in cui c’è bisogno assoluto di corpi intermedi specialmente di fronte al populismo che impera”. “Dobbiamo aggiornarci e impegnarci per una visione più ampia, globale ed europea”, ha detto chiamando in causa anche il mondo sindacale, perché “la vera sfida non è più la tutela del posto di lavoro, ma la difesa della persona stessa che lavora”.
Una visione nuova dunque, cui siamo tutti chiamati, in una logica di rinnovata assunzione di responsabilità e di ripensamento di quelle dinamiche ormai logore che vorrebbero far prevalere la disintermediazione e l’individualismo esasperato. Ne ha parlato Michele Rosboch, professore di Storia del diritto medievale e moderno all’Università di Torino: “I corpi intermedi costituiscono quelle realtà che, legando tra loro gli esseri umani, favoriscono impegni e responsabilità e hanno il potere di educare alla libertà”, ha detto.
Uno dei momenti centrali della tre giorni di Senigallia è stato il dibattito su ‘diritti e responsabilità’, animato fra gli altri dalla partecipazione di Andrea Barbano, giornalista e già direttore de Il Mattino nonché autore di un volume sul tema “Troppi diritti. L’Italia tradita dalla libertà”: un viaggio nel pensiero di un Paese davvero tradito dalla libertà, “in cui nessuna élite ha più il coraggio di dire il vero e di fare i conti con minoranze organizzate sotto la bandiera dei diritti acquisiti”, una nazione in cui il “populismo ha imposto un paradigma totalitario”.
Viviamo in un Paese “che non protegge i cervelli in fuga e ignora il valore della famiglia, così come si sottovaluta la dimensione della solidarietà sociale, dell’istruzione” ha ammonito Mario Taccolini, prorettore dell’Università Cattolica del sacro Cuore. Ma ripartire dalla responsabilità significa anche affrontare un altro tema cruciale dei nostri tempi: la questione della comunicazione, sempre più alterata dalle tecnologie e dal dilagare delle fake news dovute a un uso irresponsabile dei social, la cui origine, identità e ideologia è stata ampiamente illustrata dalla professoressa Stefania Garassini, presidente Aiart Milano e docente di Editoria multimediale all’Università Cattolica. L’argomento è stato quindi sviluppato approfonditamente dal giornalista Domenico Delle Foglie, già Direttore del Sir: l’uso indiscriminato del web ha determinato “un rapporto comunicativo diretto tra potere politico e pubblico: questa è la nuova retorica, questo è il mutato dialogo in cui, indubbiamente, va ripensata una nuova tecnologia”, ha detto.
Insomma, declinare il tema della responsabilità in ogni sua forma è la vera risposta che viene da Senigallia: perché, per usare ancora le parole di Carlo Costalli: “Non è più il tempo delle comode nicchie, delle pavide zone d’ombra, tanto più oggi che abbiamo alle porte le elezioni europee: è ora che i cattolici si organizzino per orientare un percorso di cambiamento e di crescita delle persone e ribaltare quel pensiero unico, orientato solo all’interesse individuale, e costruire cosi un nuovo destino per il Paese e per l’Europa”.

Fiammetta Sagliocca
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