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  Caporalato: non abbassare la guardia

Data di pubblicazione: Venerdì, 5 Ottobre 2018

TRAGUARDI SOCIALI / n.90 Luglio / Agosto 2018 :: Caporalato: non abbassare la guardia

Legge 199/2016: c’è ancora tanta strada da fare

La legge 199/2016, che ha dato finalmente delle norme per il contrasto del lavoro nero e dello sfruttamento in agricoltura, ha rappresentato una conquista storica per tutto il mondo del lavoro e per il grado di civiltà del nostro Paese. La legge ha aggiornato gli strumenti repressivi e penali, e su questi aspetti ha dimostrato di funzionare e dare ottimi risultati, ma, a distanza di un anno e mezzo circa dalla sua approvazione, ancora c’è tanta strada da fare in termini di prevenzione del caporalato e presidio delle parti sociali. Tra l’altro, è stata anche grave l’assenza del decreto che il ministro Poletti avrebbe dovuto emanare con il piano per l’accoglienza e la logistica nelle zone delle raccolte stagionali.
Chi conosce il mercato del lavoro agricolo, chi conosce le filiere virtuose delle nostre eccellenze agroalimentari e quelle scandalose dell’illegalità, dei ghetti, del racket, della tratta dei migranti, sa bene che se c’è qualcosa della Legge 199 che non funziona è proprio nella mancata realizzazione di quegli strumenti territoriali che possono veramente incidere sulla prevenzione, a cominciare dagli interventi sul collocamento, sui trasporti e sugli alloggi. Non sono complicazioni inutili, ma parte di un lavoro che deve essere ancora completato con il contributo di tutti, in primis del governo.
In questi ultimi tempi con la raccolta e la distribuzione di tanti prodotti ortofrutticoli italiani, il fenomeno è tornato puntualmente a crescere, senza però trovare la dovuta attenzione da parte delle istituzioni nazionali e della classe politica. Anzi, diversi esponenti dell’attuale governo hanno affermato recentemente di voler modificare la Legge 199, in nome di una generica sburocratizzazione e semplificazione a favore delle imprese. Non si dovrebbe mai perdere di vista che la legalità nel lavoro è una questione essenziale per uno sviluppo armonico della società e per creare coesione sociale. Il lavoro nero e il lavoro illegale sono una drammatica piaga sociale e di casi di caporalato brutale e di tragedie ne abbiamo avuti moltissimi nella nostra Italia. Basti pensare ai più recenti, gli incidenti stradali di quest’estate in Puglia che sono costati la vita a braccianti agricoli extracomunitari di ritorno dal lavoro nelle campagne. Tragedie avvenute ancora oggi in un contesto di degrado delle condizioni di lavoro, di sfruttamento, di marginalità sociale, con il sistema di trasporto dei lavoratori consegnato nelle mani dei caporali o di chi si arrangia con mezzi di fortuna mettendo ogni giorno a repentaglio la vita di migliaia di lavoratori, per lo più stranieri. E’ indispensabile un impegno pubblico concreto, anche promuovendo iniziative e norme, perché riteniamo fondamentale che la condivisione di questa sfida si estenda anche alle istituzioni e al mondo dell’associazionismo, dei media, della società civile, richiamando Governo e Parlamento a un’assunzione di responsabilità, affinché possa essere applicata nella sua interezza la Legge 199/2016 e possa attivarsi la “Rete del lavoro agricolo di qualità” in tutte le sue declinazioni territoriali, come il Mcl sostiene da tempo. E’ una battaglia che potrà essere vinta solo con l’accordo, il più esteso possibile, di tutte le parti sociali interessate.
La legge 199 è stata sì una conquista storica, ma non dobbiamo abbassare la guardia su questa piaga, dobbiamo continuare nel nostro impegno per sostenere la dignità del lavoro agricolo, per rafforzare il percorso umano e professionale delle tante persone ancora sfruttate in contesti di violenza e di illegalità diffusa, per il rispetto della persona e la qualità del lavoro agroalimentare, le cui eccellenze sono tra i prodotti più potenti del Made in Italy e tra i simboli più riconosciuti della nostra identità.
Il tema della lotta allo sfruttamento del lavoro in agricoltura ed al connesso fenomeno del caporalato è centrale nella politica del MCL.
Nel DNA del MCL c’è sempre stata la ricerca del diritto al lavoro, ma di un lavoro che sia degno e umano. Per questo contrastare il caporalato significa molto più che occuparsi di una fetta di mercato del lavoro, ma implica interessarsi della persona umana, della sua dignità, per superare le facili discriminazioni basate sulla razza, sulla religione, sul sesso. Significa, in una parola, combattere per una società piùu mana.

Carlo Costalli
Presidente Movimento Cristiano Lavoratori


A Bruxelles Costalli incontra il Presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani

Nelle scorse settimane, durante una sua visita a Bruxelles, il Presidente del MCL Carlo Costalli, ha incontrato l’On. Antonio Tajani, Presidente del Parlamento Europeo, per un confronto sui temi europei e sulle prospettive che ci attendono.
Nella foto: un momento dell’incontro.
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