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  Verso il XIII Congresso Nazionale MCL

Data di pubblicazione: Martedì, 9 Ottobre 2018

TRAGUARDI SOCIALI / n.90 Luglio / Agosto 2018 :: Verso il XIII Congresso Nazionale MCL

“Forti della nostra identità, attraverso il lavoro, costruttori di speranza in Italia e in Europa”

“Forti della nostra identità, attraverso il lavoro, costruttori di speranza in Italia e in Europa”, è il titolo del XIII Congresso Nazionale del Movimento Cristiano Lavoratori (MCL) che si svolgerà il prossimo gennaio. Si tratta di un titolo impegnativo che mette in evidenza alcuni tratti essenziali della storia e della vita del Movimento, dell’esperienza e delle scelte fatte in questi anni e che, soprattutto, indica la visione del MCL per il futuro. Per alimentare il dibattito durante i congressi dei circoli, delle provincie e delle regioni, oltre che quello a livello nazionale, è stato pubblicato un contributo in cui si è approfondita la traccia del tema congressuale. Tale contributo non è certo esaustivo né del dibattito né, tantomeno, della ricchezza delle diverse realtà del MCL, ma intende essere il punto di partenza per una discussione approfondita e articolata, in cui possano emergere le specificità di ciascuno secondo le proprie esperienze e peculiarità. Infatti, non si tratta di una traccia scritta quale frutto di un pensiero astratto, ma di una riflessione su quanto fatto e vissuto dal Movimento in questi anni e, in relazione con quanto sta accadendo, possa aiutare a interpretare le sfide che ci attendono.
Proprio per questo il primo aspetto da sottolineare è l’identità che contraddistingue il MCL, i suoi valori e la sua storia, perché riecheggiano ancora le parole con cui il beato Papa Paolo VI salutava la nascita del MCL: “sappiamo che è presente un gruppo di Lavoratori cristiani, fedeli ai loro principi morali e sociali, e fiduciosi di portare la propria vita e nel mondo del lavoro moderno una testimonianza di fede, di solidarietà, di rivendicazioni sociali, di elevazione morale e civile”.
Partendo da una storia che si rinnova, il MCL mette al centro di ogni riflessione il lavoro. Perché questo significa mettere al centro della questione sociale, dei rapporti economici e del proprio essere comunità la persona. “Attraverso il lavoro” non è uno slogan, ma è il giusto metodo affinché una società valorizzi concretamente la persona, soprattutto in un momento come questo in cui si prospettano soluzioni di reddito senza lavoro.
è “attraverso il lavoro” che si supera la “cultura dello scarto”, contro cui ci mette costantemente in guardia Papa Francesco, e che si superano gli altri drammi che affliggono il mondo del lavoro. Sempre “attraverso il lavoro” è possibile creare sviluppo vero, fare in modo che l’Italia possa essere ancora una terra delle opportunità.
Ancora: il lavoro modifica lo sguardo verso il Mezzogiorno, terra da percepire non come ‘il problema dei problemi’, ma come grande opportunità per far crescere tutto il Paese. Sempre “attraverso il lavoro” è possibile essere “costruttori di speranza in Italia in Europa”.
L’Europa è parte dell’essenza stessa del Movimento Cristiano Lavoratori, è una delle sue radici più profonde: il progetto europeo è da sempre un punto di riferimento del MCL. In questo momento in cui il progetto europeo sembra essere minacciato, riprendere le ragioni della scelta europea significa denunciare serenamente le cose che non vanno, dall’eccessiva burocratizzazione ad una tecnocrazia sempre più pervasiva, per riprendere con maggiore vigore la visione popolare dell’Europa.
‘Costruire la speranza’ significa costruire il domani partendo dai giovani, forti dell’esperienza che caratterizza il MCL in cui molti giovani sono chiamati a responsabilità sempre maggiori nella vita del Movimento, e si sentono così incoraggiati a vivere appieno la vita delle loro realtà. Giovani nei confronti dei quali si concentra tanta attività del MCL, a partire dalla formazione. E proprio l’attenzione alla formazione, non solo quella dei giovani, è una delle specificità del MCL che, attraverso numerose collaborazioni e appuntamenti, a partire da quelli con l’Università Cattolica, vuole affermare l’importanza dell’educazione come modo per affrontare la realtà. Lo sguardo, però, non può che allargarsi dall’Europa al mondo: per questo l’impegno del MCL coinvolge la cooperazione internazionale - con le tante iniziative sparse nel mondo, dai Balcani alla Terra Santa, dall’Eritrea ai tanti progetti con il CEFA - o l’epocale fenomeno migratorio, affinché la cultura della pace sia qualcosa di vivo. Per essere reali “costruttori di speranza” è necessario guardare se stessi. Il Movimento Cristiano Lavoratori ha fatto una scelta molto chiara e ferma, quella di valorizzare il territorio, una scelta non solo di carattere organizzativo, ma soprattutto una scelta “politica” per mettere in risalto il ruolo delle persone attraverso una vita sociale partecipata e attiva.
Ripartire dai circoli, dalle unità di base, che sono i primi luoghi di democrazia, di partecipazione, di formazione, significa poter essere un Movimento realmente popolare.
Una presenza capace di incidere perché radicata in un territorio, perché vissuta, è il miglior modo di rispondere alla disintermediazione imperante.
Così il ruolo e lo sviluppo dei servizi che caratterizzano il Movimento Cristiano Lavoratori - quelli storici e quelli più recenti - è fondamentale per essere testimoni credibili di quanto si dice, per superare gli slogan, per essere “costruttori di speranza”.
I risultati ottenuti in questi momenti di oggettiva difficoltà non possono essere un semplice momento di giusto orgoglio, ma debbono diventare un punto di partenza per cercare soluzioni sempre nuove con cui rispondere alle esigenze delle persone e della società. La scelta di un sempre maggiore e capillare coordinamento tra il Movimento e i suoi servizi, tra le diverse strutture, tra i vari livelli, è un punto strategico che caratterizza la presenza del MCL.
Guardando ai valori propri del MCL occorre aggiungere l’importanza che il mondo cattolico riscopra la gioia di una presenza pubblica capace, in cui portare il proprio originale ed unico contributo.
Essere “Chiesa in uscita” significa anche farsi carico della ‘cosa pubblica’ partendo dalle amministrazioni locali fino ad una più ampia arena politica. Si tratta di “metterci la faccia”, per rispondere al profondo desiderio di una buona politica che scuota il nostro Paese e che il momento attuale rende ancora più evidente. Una responsabilità che attiene a tutto il Movimento Cristiano Lavoratori, che guiderà con la passione il cammino congressuale.

Don Bruno Bignami
nuovo Direttore dell’Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro Mentre stiamo andando in stampa, apprendiamo la notizia che il Consiglio permanente della CEI ha nominato don Bruno Bignami quale nuovo Direttore dell’Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro.
A lui vanno le congratulazioni del presidente Costalli, e di tutto il Movimento, per l’importante incarico, e gli auguri di buon lavoro.
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