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  Dal Sinodo un grande sì alla famiglia

Data di pubblicazione: Lunedì, 16 Novembre 2015

TRAGUARDI SOCIALI / n.74 Ottobre / Novembre 2015 :: Dal Sinodo un grande sì alla famiglia

Attualità

Il Sinodo sulla Famiglia si è chiuso. In attesa dell’esortazione post-sinodale del Papa, che farà sintesi e darà le linee per la ricaduta pastorale sulla Chiesa universale di quanto emerso nel confronto, si possono svolgere alcune considerazioni su questo importante “fatto ecclesiale”.
Ciò che è certo - bene evidenziarlo subito - è che non ci si trova di fronte a quelle “fratture dottrinali” temute dal fronte tradizionalista (e maldestramente caldeggiate dai settori progressisti, più fuori che nella Chiesa). Il Sinodo non ha rappresentato - nulla sembra oggettivamente indicarlo, le interessate ermeneutiche ideologiche sono altra e fuorviante cosa - un cedimento al mondo, piuttosto un polifonico tentativo di significare l’attenzione della Chiesa all’uomo concreto e la Sua capacità di testimoniare la Misericordia in tutte le temperie culturali, anche in questo triste tempo in cui il relativismo tenta di farsi totalitario.
La “Relatio finalis” è un ampio documento di 94 punti, di cui solo tre (dall’84 all’86) dedicati alla questione che ha maggiormente sollevato, con una lunga serie di fraintendimenti spesso voluti e funzionali a qualche disegno ideologico, l’attenzione dei media: la condizione dei divorziati e di quanti tra questi abbiano costruito una seconda unione civile.
Stando alla lettura dei documenti - che è il criterio più conveniente, visti i tanti scivoloni che si possono fare avventurandosi nella pretesa di coglierne un più pregnante “spirito” - nulla si dice, se non re-inviando al già consolidato metodo del discernimento, sull’ammissione all’Eucarestia. Nella Relazione finale, si richiama la dottrina dell’indissolubilità del matrimonio sacramentale, non giogo, ma dono di Dio, verità fondata in Cristo e nel suo legame con la Chiesa. Al contempo, sottolinea che verità e misericordia convergono in Cristo.
Il discernimento, come ha ben chiarito Padre Federico Lombardi, “va applicato secondo l’insegnamento della Chiesa, con la fiducia che la misericordia di Dio non si nega a nessuno. Per i conviventi, si ribadisce che la loro situazione va affrontata in maniera costruttiva, cercando di trasformarla in opportunità di cammino di conversione verso la pienezza del matrimonio e della famiglia, alla luce del Vangelo”.
Nulla di quanto paventato (o auspicato, per far quadrare i propri schemi pregiudiziali) rispetto alla ridefinizione della natura della famiglia o di non meglio precisate “aperture” sull’omosessualità è passato dalle colonne dei giornali ai paragrafi del documento. Le persone con tendenze omosessuali, questo il senso del Documento, in assoluta continuità con la dottrina e la prassi consolidata, non vanno discriminate, ma al contempo si ribadisce che la Chiesa è contraria alle unioni tra persone dello stesso sesso e che non sono ammesse pressioni esterne su di essa in relazione a questo punto. Chiara e netta, anche qui in consonanza con tanti duri interventi di Papa Francesco, è la condanna per la “colonizzazione culturale” rappresentata dall’ideologia gender.
Dal Sinodo, che è stato un grande avvenimento di fraternità e di riaffermazione della natura e del metodo della Chiesa (della Sua cattolicità), è venuto un grande sì alla famiglia. è la dimostrazione che la famiglia non è un modello del passato, non è superata. Anzi, è la struttura che rappresenta le radici e il futuro di tutti noi. L’ha spiegato il cardinale Christoph Schoenborn all’ultimo briefing di questo Sinodo. “La famiglia - ha osservato l’arcivescovo di Vienna - è la più importante delle “reti”, è una rete formidabile, anche quella ferita, come posso testimoniare per la mia esperienza familiare. La famiglia non è un modello del passato, non è superata”.
Considerato quanto sinteticamente rilevato finora, forse proprio sul “Sinodo parallelo”, quello dei media, è opportuno fare qualche considerazione. Come già avvenne per il Concilio Vaticano II, c’è stato un forte tentativo di condizionare dall’esterno l’assise. Con qualche complicità di quella parte del mondo cattolico (in questa fase “più papista del Papa”) che tende a confondere la “lettura dei segni dei tempi” con “l’assimilarsi allo spirito dei tempi”. Un’operazione che continua in fase di commento del lavoro del Sinodo. Da tante parti, anche in un’informazione cattolica non sempre capace di non accodarsi al “giornalista collettivo”, si è assistito a tentativi di forzare la mano e di indicare chiavi di lettura fuorvianti. A titolo d’esempio possiamo ricordare i recenti scritti di Eugenio Scalfari (“La Repubblica”) e Alberto Melloni (“Corriere della Sera”).
L’attenzione alla famiglia dimostrata dal fatto stesso del Sinodo indica a tutti i cattolici, ma anche agli uomini di buona volontà, la riscoperta (non ideologicamente e settariamente intesa) di questa insostituibile realtà di libertà e di resistenza umana all’omologazione individualista e relativista.


DALLA RELAZIONE FINALE DEL SINODO DEI VESCOVI AL SANTO PADRE FRANCESCO

ECCO I PUNTI FONDAMENTALI

LA CHIESA IN ASCOLTO DELLA FAMIGLIA
LA FAMIGLIA E IL CONTESTO ANTROPOLOGICO-CULTURALE
LA FAMIGLIA E IL CONTESTO SOCIO-ECONOMICO
FAMIGLIA, INCLUSIONE E SOCIETà
FAMIGLIA, AFFETTIVITà E VITA

LA FAMIGLIA NEL PIANO DI DIO
LA FAMIGLIA NELLA STORIA DELLA SALVEZZA
LA FAMIGLIA NEL MAGISTERO DELLA CHIESA
LA FAMIGLIA NELLA DOTTRINA CRISTIANA
VERSO LA PIENEZZA ECCLESIALE DELLA FAMIGLIA

LA MISSIONE DELLA FAMIGLIA
LA FORMAZIONE DELLA FAMIGLIA
FAMIGLIA, GENERATIVITà, EDUCAZIONE
FAMIGLIA E ACCOMPAGNAMENTO PASTORALE
FAMIGLIA ED EVANGELIZZAZIONE
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