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  Misericordia, il messaggio centrale del pontificato di Francesco

Data di pubblicazione: Lunedì, 23 Novembre 2015

TRAGUARDI SOCIALI / n.74 Ottobre / Novembre 2015 :: Misericordia, il messaggio centrale del pontificato di Francesco

Parla Andrea Tornielli, coautore del libro “Papa Francesco. Questa economia uccide”. A breve un nuovo libro-intervista con il Papa.

Si è concluso nei giorni scorsi a Padova, con un incontro di carattere nazionale, il ciclo di presentazione del libro “Papa Francesco. Questa economia uccide”, dei vaticanisti Andrea Tornielli e Giacomo Galeazzi. Un lungo e articolato percorso che si è snodato attraverso una quindicina di appuntamenti in tutto il Paese, organizzati dal MCL per diffondere, dibattere e approfondire temi che da sempre sono al centro dell’impegno del MCL: la centralità della persona, il rifiuto dello strapotere di una finanza senza etica che sta strangolando la vita delle persone, il contrasto a una globalizzazione fondata sull’inequità in economia. Temi che hanno alimentato un dibattito vivace all’interno del mondo ecclesiale e non solo. Di questo abbiamo parlato con Andrea Tornielli, uno degli autori del volume.

A un anno dall’uscita del volume ‘Papa Francesco. Questa economia uccide’ qual è il consuntivo di quest’avventura?

Mi ha colpito l’interesse e la qualità del dibattito, il dialogo con il mondo dell’università e dell’economia.
Solo prendendo sul serio le parole del Papa, il suo magistero sociale, e cercando di tradurlo in iniziative concrete, possiamo sperare in un futuro migliore. Se non si mette in discussione il modello di sviluppo, siamo destinati a passare da una crisi all’altra.

Le sembra che il messaggio rivoluzionario e pacifico del Papa sia stato compreso appieno?
La gente ne ha davvero potuto cogliere l’essenza e, soprattutto, le sembra che i nostri governanti stiano mettendo in campo le misure necessarie a contrastare il potere assoluto della finanza, da cui Papa Francesco ci ha voluto mettere in guardia?


Sul contrasto al potere della finanza non mi sembra di aver visto significativi passi in avanti.
Per comprendere pienamente la portata del magistero di Francesco, in linea con tutta la precedente dottrina sociale della Chiesa, c’è bisogno di assumersi delle responsabilità. E questa chiamata, questo invito, come spiega bene il Papa anche nell’enciclica “Laudato sì”, riguarda tutti, ciascuno di noi. C’è bisogno di fare rete, di «votare con il portafoglio » da consum-attori, come ama dire il professor Leonardo Becchetti. C’è bisogno di fare rete, di mettere insieme le forze. C’è bisogno di una politica che sappia guardare un po’ più in là del proprio naso e che si ricordi che cosa significano le parole «bene comune». Fintanto che, in Italia, in Europa e nel mondo, la politica non riacquisterà il suo primato sulla finanza, non c’è da stare troppo allegri. Dovremmo però ricordarci di questo al momento del voto, dimenticando tatticismi e convenienze, per scegliere persone in grado di contrastare certi fenomeni. Certo, ci vuole una buona dose di coraggio.

E’ ancora viva l’eco del recente viaggio del Papa in USA: la sua presenza e i suoi discorsi hanno toccato il cuore dei popoli e dei potenti (fra l’altro prossimamente uscirà una pubblicazione curata dal MCL che raccoglierà gli interventi principali di Papa Francesco nel suo viaggio negli USA e a Cuba). Lei era al seguito del Papa e, dunque, ha potuto vivere quei momenti da un punto privilegiato di osservazione: quali sono le sue impressioni in proposito?

è stato un viaggio bellissimo. Il Papa ha voluto entrare negli USA arrivando da Cuba e le sue prime parole pubbliche che ha pronunciato a Washington, alla Casa Bianca, sono state: vengo come figlio di una famiglia di migranti. Parole che ha sostanzialmente ripetuto anche nel bellissimo discorso a Capitol Hill, davanti al Congresso. Doveva essere un viaggio «difficile», soprattutto nelle tre tappe statunitensi, a motivo delle critiche che certi ambienti americani hanno rivolto al magistero sociale del Papa. Invece Francesco è riuscito ad entrare nel cuore di quel popolo. E ha parlato non come qualcuno che viene a bacchettare e a rimproverare, ma come chi viene per richiamare ai valori più profondi, fondativi di quel Paese. Francesco ha detto all’America: riscopri ciò che sei, come sei nata e ricordati che se vuoi pace devi donare pace, se vuoi sviluppo devi donare sviluppo, se vuoi giustizia devi donare giustizia. Il modo con cui ha parlato di immigrazione e con cui ha chiesto di superare la polarizzazione – vera malattia della società politica, civile ma anche ecclesiale degli Stati Uniti – è stato coinvolgente.

Il MCL si sta preparando a un avvenimento per noi molto importante: l’udienza speciale con Papa Francesco, prevista per il 16 gennaio, in pieno anno giubilare. Sono momenti di intenso lavoro per noi, che attendiamo l’incontro con grande gioia e anche con qualche trepidazione. Come prepararci al meglio?

Personalmente ho sempre creduto che la cosa più utile da fare sia trovare qualche minuto di tempo per leggere ciò che il Papa dice, a partire dalle omelie di Santa Marta, il magistero day-by-day del Pontefice, e poi i discorsi e le catechesi. Non occorre essere teologi per capire. E poi leggere cercando nel nostro piccolo di assumere quell’atteggiamento e quello sguardo che il Papa indica.

Nel prossimo mese di gennaio uscirà il suo nuovo libro/intervista al Papa, che affronterà il tema della “misericordia”. Ci vuole anticipare qualcosa in proposito?

è un dialogo tutto incentrato sul tema dell’Anno Santo straordinario, la misericordia, che è anche il tema centrale, il messaggio centrale del pontificato di Francesco. In modo semplice e diretto, rispondendo a una serie di domande, il Papa spiega che cos’è la misericordia, come l’ha vissuta fin dagli anni in cui era un giovane studente. A partire dalla sua esperienza di sacerdote e di vescovo abituato a trascorrere sempre del tempo in confessionale, dà dei consigli ai confessori ma soprattutto ai semplici fedeli. E parla anche ben al di là dei confini dei cristiani o dei credenti: è un libro che si rivolge a tutti, perché tutti possono essere toccati dalla misericordia, come accadde a Zaccheo, il pubblicano che era salito su un albero per veder passare Gesù e che si è sentito improvvisamente chiamare a casa da Lui.

Fiammetta Sagliocca
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