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  Una politica senza visione allontana la ripresa

Data di pubblicazione: Mercoledì, 21 Novembre 2018

TRAGUARDI SOCIALI / n.91 Settembre / Novembre :: Una politica senza visione allontana la ripresa

Di Carlo Costalli
Presidente Movimento Cristiano Lavoratori

La crescita trimestrale dell’Italia, secondo l’ultima rilevazione Istat, risulta stagnante e segna un arresto della tendenza espansiva in atto da oltre tre anni. Un dato veramente preoccupante che potrebbe indicare non solo che siamo ancora in piena crisi, ma anche che per la nostra economia il peggio potrebbe ancora venire.
Questo dato però non sembra preoccupare affatto il Governo che continua dritto per la strada intrapresa con la nota di aggiornamento al Def, nonostante la stima di crescita prevista per il 2018 pari all’1,2% si allontani sempre più dal nostro orizzonte e diventi di fatto irrealizzabile, ma anche bypassando il giudizio negativo espresso sin dalle prime battute dalle istituzioni indipendenti quali Bankitalia, Corte dei Conti, Istat, Ufficio parlamentare di bilancio, e dalla Commissione Europea.
Senza tener conto, poi, della tensione dei mercati e dello spread fuori controllo, con tutte le possibili ripercussioni e il rischio che vadano in fumo i risparmi degli italiani. Infatti, è bene ricordare che lo spread non colpisce solo le casse dello Stato, ma pure le famiglie italiane che ne subiscono le conseguenze con l’aumento del costo del denaro e quindi dei mutui, del credito al consumo e perfino per le aziende diventa più complicato finanziarsi per sostenere gli investimenti. Ne deriva che un’impresa che non riesce a investire perché non ha sufficienti risorse non può aumentare la propria produzione, non può assumere nuovi dipendenti e, di conseguenza, non può sostenere la ripresa dell’economia.
Strano che, come dicevo prima, questa situazione preoccupi tutti nel Paese tranne il Governo, che continua a non avere alcuna intenzione di cambiare la nota di aggiornamento al Def sostenendo, anzi, che “non si tocca”.
La grande approssimazione e la totale mancanza di contatto con la realtà mostrate da questo governo sono davvero sconcertanti, sembra siano sempre in piena campagna elettorale: gli interventi più che al bene del Paese e alla tanto necessaria ripresa, nascono invece da slogan elettorali e dalla forsennata ricerca di consenso, fini a se stessi.
Per poter parlare di ripresa reale sono necessarie riforme strutturali vere, una politica industriale credibile e una maggiore attenzione al debito pubblico, si deve intervenire sull’accesso al credito e ridurre il cuneo fiscale.
Si parla spesso di strategie per contrastare la disoccupazione giovanile, ma se non si rafforzano le imprese non è possibile creare posti di lavoro. Per creare occupazione si devono favorire gli investimenti e, per questo, occorrono infrastrutture efficienti, rapidità della giustizia civile, tasse più basse.
Si deve liberare la società dai mille lacci che ne impediscono un sano sviluppo e liberare il potenziale del Paese, finora frenato da una burocrazia insostenibile e da un sistema del credito che ha perso il contatto con le realtà imprenditoriali di piccola e media dimensione. Questo è quello che si dovrebbe fare per far ripartire il Paese, invece stiamo assistendo da mesi ad una mancanza di volontà di dotare il Paese di infrastrutture adeguate a sostenerne la crescita e la competitività, come dimostrano i paventati stop alla Tav e al Terzo valico, e alla sottovalutazione del nostro più grande problema che è il lavoro che manca. Tra l’altro il lavoro, oltre ad essere sparito dal dibattito politico, è stato dimenticato anche nelle misure contenute nella nota: lo squilibrio a favore di provvedimenti a carattere assistenzialistico è più che evidente, e mostra chiaramente come sia stato sottovalutato anche il ruolo del lavoro nella crescita del Paese. Il fatto che nel Paese stia passando la percezione che si privilegi proprio l’assistenzialismo piuttosto che il lavoro, è molto preoccupante. Ciò vale soprattutto nel Mezzogiorno, che avrebbe bisogno di progetti e proposte per un rilancio reale: proposte che sono invece totalmente inesistenti. Tutto è demandato al reddito di cittadinanza: un provvedimento che si presenta vago, fumoso e di difficile applicazione e che potrebbe facilmente scivolare su un terreno intricato e di difficile gestione.
Inoltre, sono preoccupato per la tenuta dei nostri conti, anche per quelli dell’Inps, e per le inevitabili pesanti ricadute sulle future generazioni.
Questa alleanza politica innaturale, e sul punto di disgregarsi ad ogni passaggio delicato, sta dimostrando tutta la sua assenza di visione che, purtroppo, ci fa intravedere ancora più lontana la possibile ripresa del Paese.

Carlo Costalli
Presidente Movimento Cristiano Lavoratori
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