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  Un tempo di rinnovamento e di riconciliazione

Data di pubblicazione: Domenica, 19 Marzo 2017

TRAGUARDI SOCIALI / n.83 Marzo / Aprile 2017 :: Un tempo di rinnovamento e di riconciliazione

Segni dei tempi

Il tempo di Quaresima in preparazione alla Pasqua è davvero l’occasione preziosa che abbiamo per ribadire il primato di Dio Padre nella nostra quotidianità e per ritrovare una gerarchia nelle cose della nostra vita. Come ogni uomo e donna di questo mondo, bisogna riconoscere che, anche per noi battezzati, tante sono le “tentazioni” che distolgono il nostro cuore e la nostra libertà a vivere autenticamente la Parola che salva.
Proprio perché uomini e donne d’azione, nell’ambito del nostro Movimento e della vita in genere, siamo sollecitati continuamente dallo Spirito ad essere “provati” - tentati, ma anche a superare le prove con una conversione della mente, del cuore e non ultimo anche del nostro agire.
Sull’esempio di Gesù, in particolare siamo sollecitati ad usare bene il “potere” che abbiamo, sia in quanto creature umane e sia in quanto “figli di Dio”, i quali hanno un rapporto privilegiato con Dio Padre e un rapporto di fraternità con gli altri esseri umani. Da questo punto di vista le “tentazioni” di Gesù per il cristiano, per la Chiesa e per il cristianesimo sociale, rappresentano sicuramente un monito al quale fare riferimento nell’uso di qualsiasi “potere” noi abbiamo, piccolo o grande che sia.
In pratica siamo chiamati ad esercitare le nostre facoltà e le nostre potenze agendo da persone che inevitabilmente sottostanno al potere della tentazione, ma che non si adeguano ineludibilmente alla tentazione del potere, come la stragrande maggioranza degli uomini di questo mondo.
Così, per esempio, nella prima tentazione: “Se tu sei Figlio di Dio, dì che queste pietre diventino pane”. Gesù, come noi, viene tentato ad ESERCITARE il suo Potere allo scopo di soddisfare - di sfamare - un suo appetito carnale o materiale. Egli, non assecondando tale logica, ci fa capire come ogni potere, cristianamente inteso, non è dato per soddisfare semplicemente il nostro bisogno materiale, o gli appetiti nostri e altrui, pur fisiologici che siano. Ma piuttosto per elevare la nostra e l’altrui persona. Anche quando in modo strumentale parla ed opera per il “pane”, Gesù ci insegna che l’uomo è tentato di esercitare il suo potere in un modo improprio, se non addirittura distorto, cercando di cambiare la realtà soltanto per il soddisfacimento di se stesso, piuttosto che per la realizzazione del bene comune. Noi non possiamo dimenticare che in quanto cristiani esercitiamo un certo potere, in nome di un Altro che ha il vero potere sulla vita. Allora: “Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”.
Allo stesso modo, la seconda prova: “Se tu sei Figlio di Dio, gettati giù; sta scritto infatti: ‘Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra’”. Qui Gesù è tentato a SOTTOMETTERSI in modo strumentale al Potere del Padre, al fine di ricevere a sua volta un certo Potere. Di sfruttare o di servirsi del Potere di Dio per un suo potere sulla terra, per un suo tornaconto, questa volta spirituale e non più materiale. Il nostro Signore e Salvatore in tal caso ci fa vedere come Egli aborrisce questa logica di assoggettamento vigliacco e di subordinazione ipocrita al Padre, allo scopo di poter riavere a sua volta un certo potere.
Perciò anche noi, liberati dal Cristo, cerchiamo in tutti i modi di stare lontani dalla ricerca di un mero tornaconto personale, o ancor peggio - eventualmente - da ogni potenziale forma di corruttela, che si innerva in quella logica di sottomissione ad un potere, in vista di qualche ottenimento. Così: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”. Infine la terza prova: “Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorearai”. Dove Gesù ci ammonisce a RICONOSCERE che vi è un solo ed unico potere, quello Vero.
Egli ci insegna a rinnegare ogni potere mondano idolatrico, a rivelare con le nostre opere che vi è da sacrificare nei confronti di un solo Potere, quello di Dio Padre. Anche noi, allora, con quanto operiamo sulla terra siamo chiamati a testimoniare sulle orme del Cristo che il vero potere appartiene a Dio. E che la vera realizzazione da attuare non è un’ideologia cristiana, o cattolica, o quant’altro da mettere in pratica, ma il suo Regno che infinitamente ci sovrasta. Con Gesù è assolutamente rilevante per noi capire dove sta, o a chi riconoscere il vero potere; per essere delle persone autenticamente libere, non assoggettate ad alcuno e dedite a realizzare non chissà quale ideale politico, basato su qualche sovrano di turno, ma il suo Regno che trova nella Chiesa il suo irriducibile sacramento. Ecco perché: “Vattene Satana!… ‘Il Signore Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto’”.
Nel teatro di questo mondo che passa preghiamo e adoperiamoci affinché, nonostante la nostra inalienabile debolezza, non ci capiti di usare il nostro “potere” - piccolo o grande che sia - semplicemente per soddisfare i nostri bisogni materiali, anche i più bassi; oppure di strumentalizzare o di “corrompere” gli altri, per dei fini personali o per la propria gloria; e che infine, invece, sull’esempio di Gesù, attraverso il modo con cui operiamo, rendiamo onore e gloria a Dio Padre, autore della vita.
Certo di non volervi offrire in questo tempo forte di Quaresima una minestra riscaldata, porgo alla vostra attenzione e al vostro palato un cibo solido, nella speranza che esso non si riveli indigesto per festeggiare quella che è e deve essere per il MCL e per tutti noi una felice e gioiosa Pasqua di risurrezione!

Vostro
Don Ernesto Lettieri
Assistente Ecclesiastico Nazionale
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