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  Le elezioni di primavera fra antipolitica e crisi della rappresentanza

Data di pubblicazione: Sabato, 7 Novembre 2015

TRAGUARDI SOCIALI / n.74 Ottobre / Novembre 2015 :: Le elezioni di primavera fra antipolitica e crisi della rappresentanza

Verso l’Assemblea Nazionale degli Amministratori Locali MCL

Le amministrative di primavera costituiscono il punto di riferimento obbligato di tutta l’attività politica perché dal loro risultato potrebbe dipendere il destino della legislatura e delle riforme varate, per l’ampiezza della consultazione e perché sono interessati i più grandi Comuni d’Italia, da Roma a Milano a Napoli. Sono in tanti a sostenere che la madre di tutte le battaglie si combatterà a Roma dove, con il nuovo sistema tendenzialmente tripolare, si contenderanno la vittoria il PD, il centro-destra e il M5S che rischia di essere premiato dal ballottaggio al secondo turno.
Sarebbe azzardato unirsi al coro dei catastrofisti che paventano per l’Italia una crisi strutturale come quella greca o la fine della democrazia e l’avvento dell’autoritarismo ma è legittima la preoccupazione per la deriva personalistica e plebiscitaria del nostro sistema politico.
La crisi dei Partiti che hanno sperperato la fiducia popolare, la funzionalità dimezzata dei Sindacati messi fuori gioco da Renzi, la debolezza delle associazioni che operano nel sociale e la scarsa influenza degli altri “corpi intermedi” flagellati dai tagli di spesa, raccontano di un’Italia dalla “rappresentanza” sempre più debole e di una democrazia “sacrificata” sull’altare dei conti economici e della governabilità. Gli effetti di queste manovre, portate avanti sotto l’orpello delle riforme, saranno pienamente visibili con l’entrata in vigore dell’“Italicum” che toglie al cittadino il diritto di scelta dei deputati giustificando i timori di coloro i quali temono l’annacquamento, se non l’oblio, dei valori e degli ideali che i padri della Repubblica hanno trasfuso nella più bella Costituzione del mondo.
Va contrastato, senza esitazione, l’attuale indirizzo culturale che sacrifica i valori agli interessi, che genera una politica dove ha più consenso chi parla alla pancia delle persone, chi specula sulla giusta “indignazione” della gente per la corruzione e le ingiustizie, chi fomenta la protesta, anche se non progetta la soluzione dei problemi.
La questione purtroppo non è più limitata al nostro Paese ma investe tanti altri Stati dell’Ue dove i partiti che alimentano il populismo e l’antipolitica sono al Governo, mentre le forze politiche che fanno riferimento alle grandi idealità tendono ad essere sconfitte.
Deludente, seppur scontata, la posizione assunta dall’ANCI, riunita a Torino a fine ottobre, che si è espressa positivamente sulla legge di stabilità in quanto “non prevede tagli di spese e riduzioni di risorse ai Comuni” ma si è limitata a guardare al “proprio orticello” perdendo l’occasione di esprimere una valutazione generale sul particolare momento politico.
A fronte di tutto questo, la risposta del MCL e, in particolar modo, degli amministratori locali, va letta nell’enciclica “Laudato sì”, dove Papa Francesco afferma che gli attuali problemi del Paese vanno trattati complessivamente, mettendo in evidenza la “relazione che intercorre tra la crisi ambientale, quella sociale, quella economica e quella politica” per ridisegnare “un sistema basato sull’economia sociale di mercato che dia ai poveri lavoro, casa, terra e libertà” e “trovi nell’ecologia integrale la via per lo sviluppo sostenibile e per la salvezza dell’umanità”.
In fondo, chi meglio degli amministratori che agiscono sul territorio può cogliere quest’intima connessione e operare per risolvere i problemi delle nostre comunità? Chi può contrastare meglio la “cultura dello scarto”, causa prima del disastro ambientale?
Solo una rinnovata capacità di amministrare, accompagnata da un profondo rigore morale, potrà costituire il baluardo a difesa della democrazia e a vantaggio dello sviluppo, generando un nuovo modello di città a misura d’uomo.
Vanno quindi sostenute amministrazioni coraggiose, capaci di realizzare “sviluppo reale” dei territori con le ridotte risorse disponibili, costruire “green city” per il risparmio energetico e la mobilità intelligente, elaborare un welfare più inclusivo che guardi alla “prossimità” in luogo dell’assistenzialismo coinvolgendo la cittadinanza nei percorsi di sostegno agli ultimi.
Serve un’inversione di tendenza che realizzi la ricostruzione dell’edificio democratico sul terreno delle riforme sociali, e gli Amministratori locali del MCL, che a breve si riuniranno nella loro ‘I Assemblea Nazionale’, sono chiamati a dare il loro contributo, forti del patrimonio politico e culturale fornito dalla storia dei cattolici democratici e dagli “Insegnamenti sociali della Chiesa”.

Fortunato Romano
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