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  Autonomia e voglia di dialogo

Data di pubblicazione: Venerdì, 23 Settembre 2005

STAMPA E PUBBLICAZIONI / Documenti :: Autonomia e voglia di dialogo

Autonomia e voglia di dialogo.
L’unita’ dei cattolici alla prova: Il documento di Senigallia

Autonomia e voglia di dialogo.
L’unita’ dei cattolici alla prova
Il documento di Senigallia

   
    Da tempo è in corso una nuova stagione di convergenze tra le diverse aggregazioni del laicato cristiano che si manifesta in una volontà chiara di pensare e lavorare insieme, valorizzando le reciproche identità e differenze.
Mcl saluta con grande soddisfazione l’avvio di un nuovo clima di collaborazione fra i movimenti e le associazioni di ispirazione cattolica, voluto da mons. Giuseppe Betori, segretario generale della Cei. Un clima positivo, che fa da apripista ad una stagione che si annuncia importante e significativa per tutta la società italiana.

    Tuttavia, lungo la strada delineata si pongono alcuni ostacoli il cui superamento è condizione essenziale affinché questo percorso non venga rallentato o portato su sentieri stretti. Anzitutto, occorre andare verso il superamento, nel mondo dell’associazionismo, delle manie di protagonismo, delle rivendicazioni di primati, degli atteggiamenti di quanti ritengono di detenere l’esclusiva della rappresentanza della sensibilità cattolica, e perciò distribuiscono pagelle a destra e a sinistra. Tutto ciò in passato ha danneggiato, e danneggia ancora oggi, una proficua collaborazione fra le varie realtà e sensibilità che partecipano alla vita associativa. E’ finito il tempo dei primi della classe, dei diritti di veto, del dialogo solo con alcuni e preferibilmente della propria parte.

    Va altresì superata quella sottile forma di collateralismo con i partiti politici che ha caratterizzato alcune associazioni, soprattutto con i partiti della sinistra in questi anni. In troppe occasioni della vita nazionale si è assistito ad un appiattimento su posizioni di parte. I cattolici e soprattutto quanti vivono realtà di impegno associativo non possono più delegare ad altri la loro rappresentanza, e soprattutto devono assumere in prima persona, sporcandosi le mani, la difesa delle proprie convinzioni e dei valori più cari, a cominciare dalla libertà, fino al rispetto per la vita umana fin dal concepimento, alla difesa del matrimonio fra uomo e donna, alla libertà di educazione per i bambini, all’impegno in difesa dei più deboli e dei poveri, al rispetto del Creato.


   
Vi sono poi i temi più propriamente ‘politici’, di fronte ai quali bisogna essere chiari e concreti. Alcune questioni rappresentano una sfida a cui non si può rispondere con la fuga negli slogan: il cosiddetto federalismo, che rischia di frantumare in modo irreversibile l’unità dello Stato e del Paese, senza apportare alcun beneficio reale alla popolazione e alla società tutta; l’assetto dello Stato, che non può prevaricare i cittadini, distribuendo i poteri istituzionali in modo squilibrato; la ormai incontenibile immigrazione di extracomunitari clandestini che non può essere gestita esclusivamente in modo emotivo; il rapporto con i cittadini musulmani che va ricondotto dentro binari di correttezza e reciprocità, isolando gli estremismi e le voglie di sopraffazione; la difesa dell’identità cattolica dalle forme di nichilismo e laicismo dilaganti.

    Si potrebbe continuare con l’elenco dei temi e delle questioni sulle quali gruppi, movimenti e associazioni di ispirazione cattolica devono fare i conti, per camminare speditamente lungo la strada tracciata dal segretario generale della Cei. Le identità sono molte e così i carismi, ma la fede è unica, ed essa ci rammenta sempre che primo compito dei cristiani è annunciare il Vangelo, laddove essi sono, nel modo in cui possono.

    Nel rispetto delle identità, a cominciare dalla propria, riteniamo che i cattolici possano meglio dialogare fra di loro e soprattutto con gli altri. Dobbiamo individuare insieme un nucleo di valori irrinunciabili, come richiamato da mons. Betori al meeting di Rimini.

    L’identità del MCL sta nell’assoluta centralità della dottrina sociale cristiana, nel giudizio critico e quindi nella risposta ai problemi sociali ed economici dell’epoca che attraversiamo, attestandosi chiaramente sulla linea della presenza, dello ‘stare dentro la storia’, e non fra le nuvole o accucciati nei pressi dei partiti o degli organi di stampa che vanno per la maggiore. Per noi è fondamentale non annacquare le identità; non dobbiamo aver paura di avere una identità, ed in forza di questa è necessario dialogare con tutti evitando rivendicazioni di primati, tendenze esclusive o all’assolutizzazione della propria esperienza, estremizzando protagonismi e gelosie: il MCL ha già pagato con anni di emarginazione la sua autonomia dalla politica e la sua fedeltà alla Chiesa. E ancora oggi, Mcl ribadisce la sua assoluta fedeltà alla dottrina sociale della Chiesa e al Magistero sociale, ineludibili punti di riferimento di qualunque azione dei laici nella società.


Settembre 2004
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