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Traguardi Sociali

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  TACCUINO

Data di pubblicazione: Sabato, 27 Gennaio 2018

TRAGUARDI SOCIALI / n.87 Gennaio / Febbraio 2018 :: TACCUINO

TACCUINO

L’IMPEGNO DEL MCL IN TRANSNISTRIA
Prosegue l’impegno del MCL a sostegno dei progetti nei Paesi dell’Est, dalla Romania alla Moldavia e da alcuni anni anche nel territorio della Transnistria: la regione separatista attualmente sotto il protettorato russo e non riconosciuta da nessun governo internazionale.
L’attenzione è rivolta soprattutto alle fasce deboli di questa particolare regione, che vive il drammatico isolamento sociale e le conseguenze di una povertà che investe soprattutto i bambini, gli anziani e le famiglie. Il processo migratorio ha dimezzato la popolazione e chi non ha la possibilità di muoversi è sottoposto a vivere in una condizione molto dura senza alcuna prospettiva di miglioramento.
Il progetto del MCL, in collaborazione con la Ong cattolica Fondazione Regina Pacis presente sul territorio, ha come obiettivo primario la tutela dei minori attraverso forme di assistenza e accompagnamento all’interno delle famiglie di provenienza o strutture di accoglienza.
L’attenzione ai minori è fondamentale perché proprio il lavoro formativo su questa fascia di età permette di prevenire ulteriori povertà e fughe dal Paese. Molti di questi adolescenti sarebbero altresì destinati ad ampliare il numero degli orfani sociali o dei ragazzi di strada nelle grandi capitali dei Paesi dell’Est. L’attenzione agli anziani, invece, è mirata all’assistenza e alla consegna di beni di prima necessità, soprattutto durante l’inverno che mette a dura prova la sussistenza.
L’impegno del MCL ha ottenuto grandi risultati anzitutto nel recupero dei minori e nella ricomposizione di alcuni nuclei familiari, ai quali, risolto il problema delle necessità primarie, è stata offerta anche la possibilità di un idoneo inserimento lavorativo.
E’ impossibile stabilire quanto tempo ancora possa perdurare la crisi politica e l’isolamento della regione transnistriana, ma è importante essere presenti qui oggi perché le Ong sul territorio sono molto poche sia per la scarsa sicurezza sia per la mancanza di relazioni diplomatiche con i Paesi europei, tra cui anche l’Italia.

L’UELDC COMPIE 40 ANNI
L‘Unione Europea dei Lavoratori Democratici Cristiani (UELDC) ha celebrato i suoi quarant’anni con una cerimonia che si è tenuta a dicembre a Bonn.
Un evento importante per il futuro dell’Unione Europea, che coinvolge in prima linea anche il Mcl, che in questa prestigiosa organizzazione esprime uno del Vice Presidenti, Antonio Di Matteo.
Sessant’anni dopo la firma dei Trattati di Roma e a quarant’anni dalla fondazione dell’UELDC, l’Unione Europea rappresenta il più grande progetto di pace dei nostri tempi. Tuttavia non c’è ragione alcuna per dormire sugli allori. Vanno infatti mantenuti gli obiettivi raggiunti e fissati nuovi traguardi: dalla difesa dei diritti civili al potenziamento della democrazia rappresentativa e partecipativa, dalle questioni energetiche e ambientali a un modello sociale europeo che affronti i problemi della povertà e dell’esclusione sociale, solo per fare alcuni esempi.
In un mondo che sta cambiando velocemente più che mai, l’Unità Europea e la solidarietà sono due pilastri dai quali non si può prescindere.
L’UE e le sue Istituzioni hanno bisogno di restare sintonizzate con la realtà, con i sogni e le speranze dei cittadini, per fare in modo che i valori forti che ci hanno finora unito e la sopravvivenza della nostra Unione siano salvaguardati. Ora è giunto il momento di correggere la rotta che stiamo seguendo per continuare a lavorare sui successi finora raggiunti e per porre le basi per ulteriori sviluppi dell’integrazione europea.

UN PROGETTO CEFA PER LA LIBIA
Le emergenze umanitarie sono sempre state al centro dell’impegno del Cefa, la Ong di riferimento del Mcl. Tanti i terreni di intervento che hanno visto negli anni Cefa ed Mcl uniti e in prima linea per sostenere situazioni ‘difficili’: dal Sud Sudan alla Tanzania, dalla Tunisia al Marocco.
A fronte dei drammi epocali legati al fenomeno migratorio, il Cefa negli ultimi anni ha deciso di fare un ulteriore passo avanti e di occuparsi anche di Libia, vero epicentro del fenomeno e del problema migratorio.
In una situazione politicamente confusa - con un Paese spaccato in correnti, milizie e tribù - circa 800.000 persone (stime dell’UNHCR) provenienti da Paesi subsahariani sono recluse in centri di detenzione, spesso in mano alle milizie: vivono in condizioni disumane, spesso soggetti a torture, ricatti, deprivazioni. E intanto la popolazione libica ha visto scomparire, a causa della guerra civile, quasi tutti i suoi servizi essenziali, come scuole, acqua, elettricità, ospedali.
Il progetto del Cefa, volto a favore dei cittadini libici di Sebha, prevede, tramite la riabilitazione di tre ospedali, l’acquisto di medicinali, ambulanze e la formazione dei medici in Tunisia. Non solo: per andare al cuore del problema, il CEFA ha proposto al governo italiano di aprire corridoi umanitari per i richiedenti asilo, di facilitare il rimpatrio nelle terre di origine dei migranti. Ciò che conta è operare in progetti che migliorino le condizioni di vita dei libici, affinché non si perpetui l’effetto Lampedusa.

MCL E ROMANIA: AVANTI SULLA VIA DELL’AMICIZIA E DELLA SOLIDARIETà
Un altro tassello è stato aggiunto alla lunga storia di amicizia fra il MCL e la Romania.
Il 14 e 15 dicembre, infatti, il vice presidente del MCL, Antonio Di Matteo, si è recato a Bucarest per tenere una conferenza dal titolo: “La politica è la forma più alta della carità. Il ruolo dei laici cristiani nel sociale e nel politico in Europa”, che si è tenuta presso la Facoltà di Teologia Romano-Cattolica dell’Università di Bucarest.
All’evento hanno partecipato giovani studenti, professori, sacerdoti e laici impegnati nei movimenti cattolici attivi nel Paese: un vero successo, se si considera che la Conferenza è stata trasmessa anche su Facebook, dove si sono registrati oltre mille contatti.
“E’ stata un‘occasione utile per incontrare l’arcivescovo Robu e l’ausiliario Damian, ma per una coincidenza favorevole ho potuto incontrare di nuovo anche il Nunzio apostolico, Mons. Buendia, e altri vescovi”, ha detto Di Matteo al suo rientro in Italia.
Com’era logico, la visita in Romania, è stata anche un’utile occasione per visitare il cantiere della costruzione della nuova sede MCL, e per fare il punto sullo stato di avanzamento dei lavori anche con don Francisc Ungureanu e con gli altri amici del Movimento.

Il 2018: un anno soprattutto per i giovani

Abbiamo chiuso il 2017 lasciandoci alle spalle giorni di grande impegno; siamo stati coinvolti, attraverso il presidente del Movimento, ad essere testimoni e protagonisti nel confronto dell’ultima Settimana Sociale dei Cattolici Italiani.
Un anno che non ci ha visti spettatori, ma protagonisti degli avvenimenti che hanno caratterizzato il dibattito socio-politico del Paese, e attraverso testimonianze, per bocca del presidente del Movimento, dimostrando attenzione e competenza, stimolo a cercare il bene comune per costruire una società più giusta e più attenta alle esigenze del tempo.
Il Movimento, non ha allentato le “briglie” di guida che hanno interessato i giovani. In varie occasioni e nelle forme istituzionali di Milano, Brescia, con aggiunta Napoli ha condotto i giovani su un terreno altamente formativo, “stanando” il “comodo” della vita per ricreare l’utile comune. Ci sono stati risultati seri e convincenti che stimolano a continuare.
Il 2018 si offre come un anno particolare di interesse della Chiesa, di Papa Francesco, verso i giovani. E’ ormai prossimo un pre-Sinodo, che va verso il Sinodo mondiale dei giovani. Un attento osservatore dei fatti associativi non può non cercare di scoprire quale percorso i movimenti abbiano fatto, e quali strategie siano in moto per stare al passo con i tempi.
Il MCL è un Movimento che “ha i giovani”, che non possono essere lasciati ai margini delle attività provinciali: il coinvolgerli è dare garanzie al domani della propria storia.
Il Paese si sta preparando alle elezioni politiche, importanti e difficili, ma i cattolici e le loro associazioni non possono rimanere ai margini. Il presidente Costalli ha più volte richiamato questo aspetto coraggioso nel saper offrire, con il pensiero, anche opportunità di condivisione, per dare e dire al Paese che una grossa fetta di credenti c’è ancora, e che ha bisogno di ritrovare il coraggio di dire quello che pensa. Questa è la storia del Movimento cattolico che in Italia ha seriamente contribuito a costruire un Paese moderno e attento ai bisogni dei tempi.
Il 2018, poi, riserverà un momento importante per tutti noi del Movimento, per il quale credo sia importante dedicare altri sforzi e altri impegni.
Buon 2018.

Il Direttore
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