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  “Il lavoro che vogliamo. Libero, partecipativo, creativo e solidale”

Data di pubblicazione: Domenica, 4 Febbraio 2018

TRAGUARDI SOCIALI / n.87 Gennaio / Febbraio 2018 :: “Il lavoro che vogliamo. Libero, partecipativo, creativo e solidale”

La proposta formativa del MCL

“Il lavoro che vogliamo. Libero, creativo, partecipativo e solidale”: queste le parole utilizzate da Papa Francesco nella Sua Enciclica Evangelii Gaudium, parole che hanno fornito il tema di riflessione della 48esima Settimana Sociale dei Cattolici, tenutasi a Cagliari, lo scorso ottobre.
Ma sono anche le parole che ritroviamo nei percorsi di formazione del MCL. Il tradizionale seminario di studi e formazione del Movimento, che ogni anno si tiene a Senigallia, nell’ultima edizione ha ripercorso proprio questo tema.
Il valore lavoro e la dignità di chi lavora è fondamentale per ricostruire un tessuto sociale più sano. Occorre coltivare l’idea del lavoro non solo come strumento per la propria sopravvivenza e realizzazione, ma altresì come attività integrale e anche opera a vantaggio del prossimo e della società. Questo concetto è talmente ovvio che quasi potrebbe passare inosservato: un rischio che non bisogna correre. Difatti il MCL da sempre è in prima linea per ribadire l’assoluta concezione del lavoro come chiave dello sviluppo sociale, come occasione di scambi, di relazioni e d’incontro.
E’ proprio su questa considerazione che si fonda l’offerta formativa del MCL per i giovani: un modello formativo che rimette al centro l’uomo, la politica, il rapporto con il territorio. Un’azione formativa per le nuove generazioni che appartiene alla storia del Movimento.
Dal 12 al 14 gennaio a Larino, nel Molise, il MCL ha promosso per circa settanta giovani del territorio e di altre regioni vicine, una tre giorni di formazione sul “lavoro che vogliamo”. Un momento formativo che si inserisce nella ricca offerta di studio e approfondimento del MCL e che è strettamente collegato al percorso che il Movimento ha realizzato, in questi dieci anni, per i propri giovani assieme all’Università Cattolica di Milano. Ad aprire i lavori a Larino è stato il responsabile del Dipartimento Formazione MCL, Piergiorgio Sciacqua, con altri dirigenti nazionali: il Vice Presidente, Antonio Di Matteo, il Presidente regionale MCL di Abruzzo e Molise, Marco Boleo, e l’autrice di questa cronaca.
Tra i relatori intervenuti si annoverano gli importanti contributi del Prorettore dell’Università Cattolica di Milano, Prof. Mario Taccolini, intervenuto sull’impegno dei cattolici nel mondo del lavoro alla luce del Magistero della Chiesa; la prof.ssa Rita Bichi, ordinario di Sociologia dell’Università Cattolica, il prof. Giovanni Maddalena, docente dell’Università del Molise nonché referente dell’Associazione “Liberi di Costruire”, di Campobasso, con cui il Movimento ha collaborato per l’organizzazione di questo seminario.
Insomma: un’importante occasione, questa di Larino, che mira ancora una volta a fornire ai giovani nozioni e strumenti formativi che non sono solo un modo per imparare qualcosa di nuovo, o per essere più colti e informati, ma è soprattutto un momento per diventare amici e compagni del cammino di ogni persona in un modo autentico e di vera testimonianza evangelica.
Il capitale umano dipende molto anche dalla formazione trasferita.
Per questo motivo è forte l’attenzione e l’interesse del MCL sui temi del lavoro e della formazione: questioni di primo piano che hanno accompagnato più generazioni che hanno potuto credere, ma anche sperimentare, che il lavoro deve essere non solo lo strumento per procurarsi i mezzi per vivere, e vivere dignitosamente, ma deve anche offrire la possibilità di svolgere attività congeniali alla propria preparazione. Non solo: nel lavoro, motore di diritti e di cittadinanza, trova piena espressione la personalità umana.
Il modello formativo proposto ha dato ancora una volta conferma della sua vocazione a realizzare una partecipazione diretta della persona alla struttura dei processi lavorativi, assicurandone la tutela e la promozione in una prospettiva europea e mondiale.
Una proposta, questa del Movimento, che viene incontro da una parte ai fabbisogni formativi espressi dalle aziende; dall’altra alle esigenze dei giovani di acquisire competenze, mantenersi aggiornati e sviluppare l’elasticità necessaria per rispondere ai continui cambiamenti del mercato.

Maria Pangaro
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