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  A Padova due giorni di dibattito organizzati dalla Feder.Agri

Data di pubblicazione: Lunedì, 12 Novembre 2018

TRAGUARDI SOCIALI / n.91 Settembre / Novembre :: A Padova due giorni di dibattito organizzati dalla Feder.Agri

Lavoratori in bilico fra sicurezza, qualità, innovazione

L’annuale seminario di formazione europea della Feder.Agri - che si è tenuto a Padova dal 28 al 30 settembre - quest’anno è stato dedicato alle politiche in materia di “ambiente, qualità e sicurezza” ed ha cercato di esaminare il nuovo ruolo “dei lavoratori di fronte all’innovazione”.
Anche il mondo dell’agricoltura infatti - forse l’unico settore che in questi anni di crisi ha saputo riorganizzarsi e che oggi vede crescere profitti e riconoscimenti - richiede un’attenzione costante alle nuove tecnologie.
A Padova, dove si sono riuniti circa settanta esperti provenienti da diverse nazioni (Austria, Portogallo, Spagna, Croazia, Albania, Slovenia, Cipro, Polonia, Italia), il dibattito - introdotto dal Presidente del MCL, Carlo Costalli, e da Alfonso Luzzi, Segretario Generale della Feder.
Agri - fin da subito ha messo in evidenza come il tema della sicurezza del lavoro e nel lavoro costituisca un “obbligo morale”, che poi è anche testimonianza del grado di civiltà di un Paese.
Il mondo dell’agricoltura annovera ancora molte, troppe vittime per infortuni sul lavoro: ogni anno, e parliamo soprattutto di persone anziane, i morti dovuti all’uso di macchinari agricoli sono il simbolo di una sfida portante e chiamano la necessità di interventi legati ad una formazione più moderna ed incisiva. Questa urgenza è sentita in tutti i Paesi dell’UE, dove si cerca di incrementare una formazione che sia sempre più capace di orientarsi verso la stagione del 4.0.
L’ambiente, poi, non può essere separato dalle politiche agricole: la sua protezione è uno dei requisiti essenziali per la pace sociale.
Il mancato rispetto per l’ambiente può creare squilibri sociali che saranno pagati soprattutto dalle fasce più deboli della popolazione mondiale, mentre la desertificazione di ampie zone dell’Africa Sub equatoriale già danno ampia testimonianza di quanto miope sia una politica non attenta all’ambiente.
Non solo: nella creazione dei nuovi lavori, il lavoro ‘verde’ può contribuire a rafforzare le politiche sul clima che, dopo l’accordo di Parigi (e le posizioni di Trump) sembrano tornare in primo piano solo quando siamo in presenza di tragedie come quelle avvenute recentemente in Italia, in Florida e in Indonesia.
Le sfide del mondo dell’agricoltura oggi sono legate alla necessità di agevolare l’accesso al credito, necessario per supportare l’innovazione tecnologica; c’è poi la necessità di facilitare l’accesso dei giovani che possono “svecchiare” il settore e accrescere competenze e professionalità anche grazie alle nuove tecnologie.
L’agricoltura e l’ambiente hanno insomma bisogno di una più marcata sostenibilità e cooperazione per tutelare il territorio.
Non è secondario, inoltre, rafforzare il potere contrattuale affinché nelle varie filiere il reddito di impresa possa favorire occupazione e nuove aggregazioni in rete.
L’UE, con la PAC, dal 1957 in poi, ha sostenuto e condizionato l’evoluzione del settore agricolo e agroalimentare europeo. Oggi essa è ormai il pilastro - e il vincolo - che deve poter andare oltre il sostegno.
Non possiamo infatti continuare a guardare, anche qui come in altri settori, alla PAC senza evidenziare alcuni dei suoi limiti ormai riconosciuti da tutti: c’è un eccesso di complessità, di formalizzazioni e burocratizzazione che di fatto finiscono col condizionare pesantemente l’onerosità della gestione amministrativa.
E’ necessario, quindi, tornare a privilegiare il lavoro agricolo nei campi, tenendo conto anche della cultura dei popoli: per questo ritengo che oggi ci si debba domandare se può bastare un riordino della Pac o se è invece necessaria una sua rifondazione.
Anche da Padova il messaggio che esce è legato innanzitutto all’urgenza di “riformare dal di dentro questa Unione Europea che viene vista sempre più come un elemento burocratico lontano dalle reali necessità della gente comune”.

TS
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