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  “Alla luce del sole”

Data di pubblicazione: Martedì, 16 Maggio 2017

TRAGUARDI SOCIALI / n.84 Maggio / Giugno :: “Alla luce del sole”

Contro lo sfruttamento dei nuovi schiavi

Il caporalato non è un fenomeno nuovo, regola da anni il mercato del lavoro e gestisce la manodopera in agricoltura in diverse zone del Paese.
Non c’è settore di produzione che ne sia immune, un mondo di illegalità e di violenze imposte ai braccianti dalla Puglia fino al Piemonte: un esercito di braccia anonime di circa 430mila persone. Lavorano dodici ore al giorno sotto il sole, accampati in tendopoli o stipati in ghetti fatiscenti, ai margini dei campi dove vengono prodotte le primizie made in Italy. Una pratica che mette in moto due business: le agromafie e la gestione del mercato delle braccia, che insieme muovono un’economia illegale e sommersa con un volume di affari tra i 14 e i 17 miliardi di euro.
Di questo drammatico fenomeno si è parlato all’incontro “Alla luce del sole. Contro lo sfruttamento dei nuovi schiavi” che si è tenuto a Napoli, presso l’Istituto di Cultura Meridionale, lo scorso 19 maggio.
All’appuntamento sono intervenuti Gennaro Famiglietti, Presidente Istituto Cultura Meridionale;
Michele Cutolo, Presidente Provinciale del MCL di Napoli; Giuseppe Cantisano, Capo dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Napoli;
Giuseppe Greco, Direttore Regionale Campania Inps; Daniele Leone, Direttore Regionale Campania Inail; Ciro Capasso, Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli; il Colonnello Ubaldo Del Monaco, Comandate Provinciale Carabinieri di Napoli; Pasquale Esposito, imprenditore e Presidente E.& P. Italia; Sonia Palmeri, Assessore Regionale al Lavoro; Paolo Pennesi, Direttore dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro; Carlo Costalli, Presidente Nazionale del MCL. L’incontro è stato moderato da Franco Di Mare, giornalista e conduttore televisivo di Rai1.
Per anni si è parlato di questa piaga in modo sommesso senza che si sia mai intervenuti adeguatamente, adesso “è giunta l’ora di ribadire il nostro NO - ha detto il presidente del MCL, Carlo Costalli - al sommerso in agricoltura, allo sfruttamento dei nuovi schiavi, specie immigrati e, per contro, di riaffermare la difesa dei diritti umani. E’ un fatto di civiltà, che implica forti ricadute sul piano della legalità, toccando questioni, come la criminalità organizzata e la gestione del territorio, che influenzano direttamente il nostro vivere e investono ambiti che vanno dall’economia, alla politica, ai comportamenti personali”.
Il MCL è stato promotore di numerose iniziative per portare il dramma del caporalato all’attenzione dell’opinione pubblica: tra le tante il progetto - cofinanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali – significativamente intitolato “Alla luce del sole”, che ha preso il via il 1° luglio scorso, e che inizialmente ha coinvolto alcune regioni pilota (Puglia, Campania, Calabria, Sicilia) per estendersi poi all’intero territorio nazionale; con l’obiettivo di realizzare una campagna informativa e di sensibilizzazione nazionale.
“Nel DNA del MCL c’è sempre stata la ricerca del diritto al lavoro, ma di un lavoro che sia ‘degno’ e ‘umano’. Per questo contrastare il caporalato significa molto più che occuparsi di una fetta di mercato del lavoro, ma implica interessarsi della persona umana, della sua dignità, per superare le facili discriminazioni basate sulla razza, sulla religione, sul sesso. Significa, in una parola, combattere per una società più umana” con queste parole Costalli, al quale sono state affidate le conclusioni, ha chiuso l’importante appuntamento.
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