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  Verso le elezioni amministrative di primavera

Data di pubblicazione: Venerdì, 10 Marzo 2017

TRAGUARDI SOCIALI / n.83 Marzo / Aprile 2017 :: Verso le elezioni amministrative di primavera

1000 Comuni al voto: che sia “aria di primavera”

La primavera ci accompagna verso una nuova tornata elettorale: quasi 1000 Comuni sono pronti per allestire le urne. Da Nord a Sud il vento delle elezioni soffia costante, 4 i capoluoghi di Regione prossimi al rinnovo (Catanzaro, Genova, L’Aquila e Palermo), ma tante le città importanti, che in molti dichiarano di “non voler perdere”. Basti pensare a Padova, Parma, Taranto e Verona.
E mentre i partiti stentano a riordinare le fila dopo il referendum e lo tsunami, palese o sommerso, che questo ha provocato, i cittadini torneranno nuovamente a segnare con una matita indelebile il futuro delle proprie città.
Per noi del MCL che sosteniamo con forza l’impegno e la partecipazione civile, una tornata elettorale ha sempre un’accezione positiva perché impone di riprogrammare e migliorare le politiche territoriali, prevede assunzioni di responsabilità e risveglia, o almeno dovrebbe, il dialogo sul territorio tra organizzazioni, cittadini, amministratori, facendo soffiare quel sano “vento di primavera” che la partecipazione democratica può garantire.
Questo è il quadro che scaturisce da una politica che si esprime nel rispetto della sua essenza più nobile, e cioè come “arte del buon governo”, ben lontano dalle vicende degli ultimi anni in cui le elezioni si sono trasformate in un momento di rivalsa o di vuota protesta, imperniate di populismo e caratterizzate dall’abilità demagogica di taluni piuttosto che di altri nel costruire un clima da stadio.
E se di cambiamento si deve parlare, di un processo capace di ricucire quello strappo tra cittadini e Istituzioni, che noi del MCL abbiamo definito “crisi della rappresentanza”, è indispensabile che si manifesti sin da subito, pretendendo che le prossime elezioni segnino il passo di un ritorno, reale e non solo dichiarato, all’etica nella politica.
Spazio ai contenuti oltre che allo stile, perché se per noi cattolici impegnati anche nell’amministrazione dei territori, l’onestà e la credibilità sono prerequisiti, sul campo le valutazioni andranno fatte sulla base dei progetti che verranno stilati per rendere le città e i territori più vivibili.
Ai candidati e futuri amministratori abbiamo l’obbligo di chiedere strategie di governo e amministrazione che mettano al centro la persona e la famiglia per realizzare una democrazia partecipativa e solidale che diventi “deliberativa”, in un processo di semplificazione della macchina amministrativa, unica strada per una buona gestione della cosa pubblica.
Largo all’innovazione, a nuove politiche sociali e progetti di efficientamento energetico, alla gestione condivisa di spazi pubblici per il bene comune, a tutti quei processi che rafforzano il legame tra luoghi e comunità.
Infine, non possiamo non guardare con attenzione al Messaggio che i Vescovi hanno rivolto ai giovani del Sud durante l’appuntamento di Napoli dello scorso febbraio; rivolgersi a loro, che vivono in prima persona la questione meridionale significa aprire un dialogo ideale con tutte le nuove generazioni. “Sgombrare il campo dalle logiche del clientelismo, dalle lentezze della burocrazia, dalla invadenza della malavita organizzata e ripensare la politica” non è solo un mandato affidato ai giovani, ma un impegno che va assunto soprattutto da chi si candida ad amministrare le nostre comunità e da quanti sono chiamati a tutelare con responsabilità il futuro del nostro Paese.

Fortunato Romano
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