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Traguardi Sociali

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  Crescita e occupazione: il PPE guarda al 2030

Data di pubblicazione: Domenica, 1 Novembre 2015

TRAGUARDI SOCIALI / n.74 Ottobre / Novembre 2015 :: Crescita e occupazione: il PPE guarda al 2030

A Madrid il Congresso del PPE

Il Congresso del PPE – che si è tenuto a Madrid il 21 e 22 ottobre – e che in Italia è stato ricordato dai media unicamente in relazione alla partecipazione di Berlusconi e al suo saluto con Angela Merkel, ha predisposto un vademecum programmatico con il quale si cerca di disegnare un nuovo impegno verso le sfide che fino al 2030 caratterizzeranno l’Europa.
Crescita e occupazione sono i due pilastri base attraverso cui si vuole promuovere una nuova politica capace di dare risposte alla gente.
Insieme alla crisi economica anche i temi legati ai flussi immigratori hanno costituito la sintesi di sfide ineludibili: sempre il dibattito – e la lunga preparazione che lo ha preceduto – ha avuto come centro la questione del futuro delle giovani generazioni.
Senza niente tralasciare sulla scala dei valori, che da sempre si centra sull’umanesimo cristiano, il PPE, anche senza più grandi leadership, ha saputo guardare lontano con il senso di una grande visione: migliorare e cambiare questa Europa, consapevoli delle crepe e delle fessure che esistono, e sempre cercando di saper leggere le attese della gente che chiede ancora pace, democrazia e lavoro.
La coesione sociale non può venir meno e la lotta alla povertà resta una priorità da combattere per fare ancora del lavoro il vero fulcro della democrazia europea, democrazia che anche nel prossimo futuro deve saper articolare nuove politiche fiscali e di solidarietà per restare al servizio della cittadinanza e per superare il condizionamento che la crisi ha imposto, facendo sì che le nuove istituzioni siano meno tecniciste e meno burocratiche.
Il primato della partecipazione e volontà popolare deve tornare a contare di più!
Se le vicende greche sono state un esempio di “mala politica”, per il futuro il PPE vuole che il consenso popolare, la volontà popolare, siano lo strumento capace di sconfiggere il tentativo populista e nazionalista – che troppo aleggia in molte decisioni – per ridare forza ad un progetto che fu pensato e voluto per “vincere insieme” le sfide del dopoguerra .
Contro il rischio di implosione dell’UE si deve ritrovare la forza della partecipazione e del dialogo sociale.
Molti vogliono e lavorano per il fallimento del progetto europeo ed è per questo che anche in materia di politiche legate ai flussi immigratori il PPE ha chiesto grande attenzione, senza far venir meno politiche di solidarietà vera verso tanta gente che fugge da scacchieri di guerra. I rischi di un islamismo radicale sono ben presenti insieme a tante posizioni anti-occidentali, ma dal dibattito è anche emersa l’esigenza che gli investimenti solidali possano sostenere nuove forme di cooperazione allo sviluppo.
Anche noi abbiamo grande interesse e necessità per la pace e lo sviluppo di queste terre limitrofe ai nostri confini. Il Congresso si è dimostrato all’altezza delle sfide e la nuova piattaforma programmatica attende adesso un’implementazione nelle politiche territoriali.
Peccato davvero che i nostri media, al servizio del “pensiero unico” non ne abbiano saputo cogliere il significato e si siano persi in dettagli inconsistenti...

Piergiorgio Sciacqua
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