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  Il Congresso nazionale della Feder.Agri

Data di pubblicazione: Martedì, 3 Novembre 2015

TRAGUARDI SOCIALI / n.74 Ottobre / Novembre 2015 :: Il Congresso nazionale della Feder.Agri

Diciannove anni di impegno nel settore agricolo

La terra è la nostra casa comune e tutti siamo fratelli: è l’insegnamento di Papa Francesco nella Evangelii Gaudium. Non è eloquenza dire che l’agricoltura ha un ruolo importantissimo per la vita del Pianeta e per la vita dell’uomo.
Un’agricoltura dei territori e della qualità, al servizio dell´ambiente e del tessuto sociale. E a distanza di qualche settimana dalla Giornata del Ringraziamento – il consueto appuntamento annuale per lodare il Signore ed esprimergli gratitudine per i doni della terra e del lavoro dell’uomo, ma anche per riflettere sulle tematiche inerenti il comparto agricolo –, si è svolto a Marsala, dal 23 al 24 ottobre, il terzo Congresso Nazionale della Feder.Agri.
Diciannove anni di impegno per la Feder.Agri nel settore agricolo per la tutela dei lavoratori, ma anche delle tante aziende agricole che hanno aderito in questi anni alla Federazione. I numeri, secondi solo alla Coldiretti, testimoniano il lavoro svolto sull’intero territorio nazionale in questi anni.
E, dopo quasi un quarto di secolo, Feder.Agri. ha sempre un unico obiettivo: dare rappresentanza a tutti.
L’agricoltura riguarda e influenza parecchi settori: l´alimentazione, in primis, ma anche l´ambiente, il territorio, il turismo. La sostenibilità resta la parola chiave, ma occorre ragionare anche in termini di sviluppo e promozione del territorio per creare occupazione locale.
Durante i lavori è stato ribadito come turismo e agroalimentare possono rappresentare un binomio vincente per il futuro dell’Italia e principalmente nel Mezzogiorno. Il futuro dei nostri territori è indissolubilmente legato alle bellezze naturali e culturali del Bel Paese e la ‘distintività’ e qualità del cibo ne raffigura un valore sia in termini di salute per chi consuma, sia di ricchezza, reddito e sviluppo economico.
L’agroalimentare è un tutt’uno con il patrimonio paesaggistico, le tradizioni, i costumi, gli stili di vita.
E’ una contaminazione naturale che porta ad una rivoluzione culturale grazie al lavoro degli agricoltori e produttori.
La Terra è un bene, il più grande che abbiamo, ed è il fondamento della vita. La Feder.Agri dal 1996, anno della sua nascita, porta avanti questo fondamento da cui tra origine. Essere un servizio promosso dal MCL non è un caso, ma una scelta di responsabilità che mette al centro l’uomo, il lavoratore del mondo agricolo.
Il mondo agricolo, secondo la Federazione, non deve essere pensato in termini meramente mercantili e nemmeno quale variabile dipendente dei meccanismi finanziari. Il mondo agricolo è di più di un semplice territorio o di un suolo avente una destinazione d’uso riconoscibile per la produzione di questo o di quel bene. è un «ambiente di vita» della comunità locale, nazionale e mondiale. è ambiente di vita dell’umanità.
Questa globalizzazione non sufficientemente governata, la finanziarizzazione dell’economia, il capitalismo finanziario deregolato, la tecnocrazia, sottopongono l’agricoltura a pressioni e a meccanismi deleteri, improntati a modelli produttivistici e consumistici che giungono a destrutturare le imprese agricole, ad ignorare l’importanza della sicurezza alimentare, del rispetto/benessere degli animali, della produzione locale. Di fronte a questa situazione, è necessario un nuovo modello di sviluppo dell’agricoltura, che coniughi qualità, tipicità, multifunzionalità, presidio o manutenzione del territorio e sicurezza alimentare. Una mission che Feder.
Agri ha condiviso e che quotidianamente sostiene.
Un modello di sviluppo agricolo più adeguato alla dignità dei coltivatori e alle esigenze del creato, del quale vanno colti e rispettati gli ordinamenti intrinseci.
A Marsala non si è parlato solo di presente ma anche di tanto futuro. Sono state infatti lanciate anche nuove prospettive per la Federazione stessa, dall’interesse a nuovi settori produttivi, ai nuovi sistemi di valorizzazione delle comunità, fino al rafforzamento del dialogo tra le strutture periferiche e quella nazionale.

Maria Pangaro
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